Spettacolo teatrale ROSSO VIVO
‼️Venerdì 27 dalle 19, "Rosso Vivo" a Pescara, benefit @apicoltura_ilvecchiocolle presso @cfu_circolouniversitario
Condividiamo le parole di Attrice Contro, autrice e interprete dello spettacolo:
A febbraio torno in scena con Rosso Vivo, uno spettacolo che per me non è solo teatro, ma un atto politico e di memoria attiva. È il racconto di Valerio Verbano, diciannove anni, ucciso il 22 febbraio 1980 nella sua casa a Roma mentre i suoi genitori venivano immobilizzati nella stanza accanto. Valerio, vicino all’Autonomia Operaia, stava lavorando a un dossier che
documentava i collegamenti tra gruppi neofascisti e apparati dello Stato.
Dopo il suo assassinio, la madre, Carla Verbano, si è trovata catapultata nella brutalità di quegli anni: dossier restituiti a metà, prove mai riconsegnate, giudici ammazzati. Eppure non si è mai arresa. Ha ricostruito la storia pezzo dopo pezzo, con la precisione e la rabbia di chi rifiuta di essere ridotto al silenzio. A cinquant’anni ha imparato a sparare come estrema difesa; a ottanta ha imparato a usare Internet per cercare gli assassini di suo figlio, seduta nella stessa stanza da cui Valerio la chiamò per l’ultima volta.
Lo spettacolo è nato dalla mia collaborazione con lei, che quando era in vita apriva personalmente la scena con la sua testimonianza. Carla se n’è andata senza verità e senza giustizia, ma il suo coraggio continua a muovere la memoria collettiva.
Oggi il progetto dell'apicoltura Il Vecchio Colle vive un momento difficile: la persona che se ne occupa, anarchica e impegnata nelle lotte sociali, è agli arresti domiciliari e il giudice all'inizio gli ha negato persino la possibilità di andare a lavorare, impedendogli di prendersi cura delle arnie. Un divieto che è apparso come un ulteriore atto punitivo, e che colpisce non solo lui, ma anche le api — esseri indispensabili, vulnerabili e muti — che rischiano di vedere cancellati anni di cura e di lavoro collettivo.
Il tutto, reso ancor più cupo, da ulteriori condanne che al compagno stanno arrivando, sempre per le lotte portate avanti nel territorio e non solo.
Le api non sono solo simbolo di libertà e di lavoro collettivo: il loro miele è nutrimento e cultura, frutto di un’arte antica di pazienza, collaborazione e rispetto della natura. Al Vecchio Colle, l’apicoltura diventa anche laboratorio educativo per le scuole, dove bambini e bambine imparano l’importanza della biodiversità, della cura reciproca e del legame con la terra. Attraverso questi laboratori, i più piccoli scoprono il valore delle piccole vite che sostengono l’intero ecosistema, imparando che libertà e responsabilità possono camminare insieme fin da giovani. Neruda le chiamava “perfette, operaie, proletarie”. Forse proprio perché operaie e libere non rientrano nel modello di società fondato su profitto,
controllo e obbedienza.
In parallelo, sto organizzando alcune repliche aggiuntive: l’idea è di dedicare marzo e aprile ad altri spettacoli militanti e chiudere simbolicamente il 25 aprile questo piccolo giro di teatro solidale. Un percorso che unisce memoria, lotta, territorio, comunità, ecologia e cura
delle api.
Se desideri accogliere lo spettacolo nel tuo spazio o contribuire a organizzare le repliche, contattami direttamente: sarà un modo concreto per rendere possibile questo giro di teatro solidale e coordinare al meglio gli spostamenti. Per me è un gesto di solidarietà concreta e di insubordinazione simbolica: sostenere le api del Vecchio Colle significa sostenere biodiversità, cura reciproca e la resistenza a ciò che tenta di soffocare chi prova a vivere fuori dalle logiche del potere.
Memoria, ecologia, libertà e autonomia non sono temi separati: sono parte della stessa necessità di reagire all’apatia e all’intolleranza che stanno disgregando il tessuto sociale.
Nulla, nemmeno un arresto, deve fermare ciò che nasce da un desiderio di
libertà.
Complice e Solidale
AttriceContro